AIS Sardegna

Associazione Italiana Sommelier

Sardegna

 
A spasso nel tempo con Capezzana

Nel vasto e diversificato mondo delle serate degustative, capita, ogni tanto, di incappare in un evento capace di segnare il proprio percorso personale. Mi riferisco allo splendido incontro avvenuto in una location che non ha bisogno di grandi presentazioni, ovvero il salotto buono della Marmilla, S’Apposentu di Roberto Petza.

Se poi a condurre i giochi c’è un relatore esperto come Andrea Balleri, capace di accompagnare i presenti a cogliere le sfumature caratterizzanti la storia e la filosofia del produttore, si va sul sicuro.

La presenza di Claudia Mangatia, Sommelier e Agente per la Sardegna, insieme a Claudio Consales, Direttore Commerciale, nonché vera e propria “anima”, della Cantina Capezzana, ha ulteriormente affascinato i presenti, conquistati dall’ascolto di curiosi aneddoti storici.

Già dal primo istante si percepiva un alone di amore/rispetto per quelle bottiglie affettuosamente coccolate, messaggere di Storia del Vino. Mi sono sentito felice come un bimbo al Parco giochi per l’onore di aprire le bottiglie presenti. Non nascondo una certa emozione nello stappare l’annata più bramata della serata, la 1930.

Fin dall’804 D.C. si fa riferimento a Capezzana in un documento scritto, e conservato oggi presso l’Archivio di Stato di Firenze, nel quale si attesta e conferma la produzione di vino durante il regno dell’Imperatore Carlo Magno.
Scoprire che esiste un ulteriore documento nel famoso Archivio Storico Datini a Prato, attestante l’acquisto del vino chiamato Carmignano alla modica cifra di un Fiorino da parte di Ser Lapo Mazzei in data 8 Dicembre 1396, incute un certo timore reverenziale ma aiuta a capire come la cultura del vino sia legata a filo doppio con Capezzana.

Nel XV secolo venne costruita la Villa di Capezzana, e Cosimo de' Medici, nel 1716, designò Carmignano come zona di produzione di altissima qualità con riconoscimento legale. Si arriva così agli anni '20 del XX secolo, nei quali la Villa di Capezzana viene acquistata dal Conte Alessandro Bonacossi, che segnerà il percorso storico del Carmignano.

Purtroppo negli anni '30 la Denominazione viene inglobata alla DOC del Chianti Montalbano e solo dopo quarant’anni, grazie alla perseveranza del Conte Ugo Contini Bonacossi, la DOC Carmignano rinasce nel 1975, con effetto retroattivo, includendo i vini a partire dalla vendemmia 1969. Nel 1990 ottiene la DOCG con inclusione dei vini a partire dal 1988.
Azienda leader in Toscana per l’utilizzo esclusivo di lieviti autoctoni, salta le annate non rappresentative per la salvaguardia della qualità del prodotto e del consumatore.

Capiamo subito di avere a che fare con una famiglia innamorata del proprio territorio, che ha lottato strenuamente in difesa di esso e che ha un rapporto unico con i dipendenti. Tutti, infatti, vengono dotati di una casa e di un appezzamento di terreno da coltivare.

Le degustazioni iniziano con il Bianco di Toscana IGT Trebbiano 2006, ottenuto da uve trebbiano rosa. Vinificazione in purezza di un vitigno solitamente utilizzato per circa il 10% nel disciplinare del Chianti.

Ci cattura per il suo importante colore giallo dorato che incanta per la sua vivacità. Un naso pulito di agrumi e pompelmo giallo con lievi accenni tropicali. Fiori gialli, di camomilla e ginestre, precedono le note burrose e aromatiche di timo con accenni di ginepro. Una suadente e vellutata nota vanigliata, molto elegante e di discreta presenza, completa il tutto. Continua imperterrito a regalare emozioni con sentori di cedro che anticipano una lieve nota tostata. Richiami salini, con percezioni salmastre, riecheggiano con insistenza. Scopriamo, con generale stupore, come tale riconoscimento sia dovuto al fatto che la vigna si chiama Pietra Marina, annoverata tra i siti archeologici più importanti della Toscana e caratterizzata dalla presenza di ginestre marine, uniche in Europa. L’ ingresso in bocca è indubitabilmente fresco e schietto. Dotato di media persistenza ma di costante e prepotente corrispondenza gusto-olfattiva. Incanta per la sua coerenza lasciando la bocca pulita ma non pienamente appagata per via della bevibilità e della freschezza, che non ti fanno mai sentire sazio di questo vino.

Il secondo vino in degustazione è il Carmignano DOCG Villa di Capezzana 2005. Un blend di sangiovese per l’ 80% e cabernet sauvignon per il 20%, che viene affinato in tonneau. Piccola curiosità: sino al 1990/1992 veniva vinificato esclusivamente in tini.

Alla vista presenta subito le grandi doti di colore e limpidezza. Rosso rubino che vira su un leggero granato, capace di aggrapparsi al calice con lenta e consistente lacrimazione degli archetti, da cui si percepisce un importante corpo e tenore alcolico. Decise note ematiche e ferrose lasciano spazio a richiami di olive nere e liquirizia. In chiusura, tocchi di rosmarino e la salinità che ritroveremo lungo tutto il nostro percorso della serata. Sorso pieno e, per certi versi, sconcertante. Una freschezza che fa capitolare i presenti vista la sua età. Tannino in fase ancora giovanile e vibrante, capace con il tempo di evolvere con grande maestria. Non sembra di bere un vino del 2005. Dotato di pregevole e importante persistenza gustativa, affascina per la sua corrispondenza naso-bocca.

Il terzo vino, Carmignano DOCG Villa di Capezzana 1981, è caratterizzato dalla presenza del sangiovese per il 50%, più cabernet franc, cabernet sauvignon, canaiolo e altre uve complementari.

Frutto della “vecchia scuola” dello Stile Carmignano, legato all’utilizzo delle botti di grandi dimensioni. Il colore granato pieno con note aranciate si presenta meno vivace del precedente, il che fa presagire qualche annetto sulle spalle.
Nonostante ciò ha un naso pulito che cattura per la complessità che, da lì a qualche minuto, lo denoterà. Oltre alle note fruttate leggermente sotto spirito, si fa sentire il miele di castagno. Le sensazioni che dominano sono quelle terziarie. Si passa dal cacao alla liquirizia, ferro e grafite con accenni ematici . Pepe rosa che fa capolino tra le note di eucalipto. In bocca spiazza per la sua elevata freschezza con una percezione alcolica contenuta. Anche in questo caso ci troviamo davanti a coerenti e costanti corrispondenze tra naso e bocca. Un vino che ha raccolto il convinto e unanime consenso dei presenti, degna preparazione al momento clou della serata.

Ed eccolo, finalmente, il più atteso. Pare sia, per tutti i presenti, la bottiglia più datata mai degustata. Il che crea non poche aspettative accompagnate da leggera emozione.

Villa di Capezzana 1930! Il suo colore mattonato e la sua lieve consistenza non fanno demordere Andrea nel suo essere attento e rispettoso fruitore di questa rarità.

Un naso molto lento ma integro che scema verso i richiami del vino precedente. Quindi, anche in questa perla enologica, i terziari sono i più rappresentativi. Una familiarità impressionante con le sensazioni che ci ha dato il Carmignano 1981. La caratterizzazione del ricordo ferroso e balsamico, da eucalipto, è costante. La freschezza gustativa persiste a dispetto dei suoi 87 anni. Sorprende aver trovato una così manifesta integrità.

Il Vin Santo di Carmignano DOC Riserva 2006 chiude il tutto. Dopo una attenta vendemmia “sullo scelto” di trebbiano rosa per il 90% e di San Colombano per il 10%, raccolti rigorosamente a mano, si procede alla sistemazione su graticci fino ai primi di marzo.

Si dice che sia tra i vini più “difettati” del mondo poiché la Vinsantaia è posizionata in un sottotetto per avere degli sbalzi di temperatura voluti. Affina per sette anni in caratelli di varie dimensioni che vanno dai 25 ai 100 litri, dai quali vengono effettuate periodiche degustazioni alla cieca fino a raggiunta maturazione. Il suo colore ambrato è catalizzante e ipnotico. Cristallino e di pregevole luminosità con una consistenza piena. Al naso è puro piacere, un arcobaleno di profumi, complesso e stratificato. Godereccio, davvero. Caratterizzato da profumi di datteri e fichi in costante presenza. Il profumo delle albicocche disidratate viene avvolto dalle note di cera d’api e frutta secca. Nocciola, mandorla e castagna si fondono con un leggero sentore di smalto.

La trama salina pare sia il biglietto da visita dell’intera produzione aziendale, anche qui costante e incisiva. I suoi quasi 300 gr/l di zuccheri residui dovrebbero scoraggiare chi, come tanti appassionati, è poco incline ai vini dolci.

E invece, a dispetto di quanto si possa pensare, siamo alla presenza di un vino dall’equilibrio gustativo che lascia basiti. Sicuramente dolce ma capace di esprimere la sua formidabile freschezza, la quale sostiene l’alta percentuale di zuccheri residui senza il benché minimo sforzo. Vellutato e suadente, in bocca ci conferma tutte le note olfattive. Una lunghezza gustativa che non tende a scemare anche dopo lungo tempo. Fantastico vino da abbinare a formaggi erborinati o ad un buon libro.

La cena ideata da Roberto Petza in abbinamento ai vini di Capezzana ha chiuso un evento che si può definire storico. Aver avuto la possibilità di degustare non solo dei vini ma una filosofia di vita, sarà un ricordo che perdurerà nella mia memoria. Sono convinto sia stato così anche per gli appassionati presenti.

La storia e la cultura di un popolo passano anche attraverso il tramandarsi l’amore per il territorio con la volontà di lasciare un segno della propria passione.

E di tutto ciò il vino è senza dubbio il testimone migliore.

Corsi

Corso di 3° livello a Sassari

Venerdì 6 ottobre 2017 prenderà il via il Corso di Qualificazione Professionale per Sommelier - 3° livello tenuto dalla Delegazione AIS di Sassari, rivolto a operatori del settore e aperto anche agli amatori.

Il Corso sarà dedicato all’approfondimento delle conoscenze sulla tecnica di degustazione del cibo e del vino nonché all’apprendimento della metodologia dell’abbinamento in riferimento ai vari tipi di alimenti.

Informazioni


Corso di 3° livello a Cagliari

Mercoledì 11 Ottobre è in programma a Cagliari il corso di Terzo livello.

Il 3° Livello affronta la tecnica della degustazione del cibo e, soprattutto, dell’abbinamento cibo-vino, attraverso l’utilizzo di una scheda grafica e di prove pratiche di assaggio di cibi con vini di diverse tipologie. Al termine dell’intero percorso formativo è previsto un esame di abilitazione, superando il quale si consegue il titolo di Sommelier AIS.

Informazioni


Corso di 2° livello a Cagliari

Lunedì 2 ottobre è in programma a Cagliari il corso di Secondo livello.

Il 2° Livello esplora il modo del vino e porta alla conoscenza della produzione italiana e straniera, con particolare attenzione al legame indissolubile con il territorio. Il 2° Livello perfeziona anche la tecnica della degustazione del vino, determinante per poterne apprezzare ogni sfumatura sensoriale e, in particolare, per esprimere un giudizio sulla sua qualità.

Informazioni


Corso di 1° livello a Carbonia

Venerdì 6 Ottobre partirà a Carbonia il corso di primo livello, che approfondisce gli argomenti di viticoltura, enologia, tecnica della degustazione e del servizio, che rappresentano le basi della professionalità del Sommelier, a partire dalla corretta temperatura di servizio dei vini fino all’organizzazione e alla gestione della cantina.

Informazioni


AIS e-ducational

Il nuovo strumento di apprendimento, di educazione e formazione per il Sommelier.

Informazioni


Corsi per Sommelier

Vorresti frequentare un corso per Sommelier in Sardegna? Compila il modulo di pre-iscrizione!

Informazioni


Social

Segui le nostre delegazioni sui social network.