AIS Sardegna

Associazione Italiana Sommelier

Sardegna

 
Belle-Vue Lambic-Gueuze

Le basi per la fondazione della Brasserie BELLE-VUE furono gettate nel 1913 da Philémon Vandenstock che riprese in mano una tradizione belga per la produzione di birre a fermentazione spontanea che risaliva ai tempi del Medioevo. Oggi la Brasserie BELLE-VUE è diventata un birrificio di dimensioni importanti, quasi industriali, sita in Sint-Pieters-Leeuw, appena fuori dalla area urbana della città di Bruxelles. Attualmente opera sotto il controllo della Anheuser-Busch InBev che detiene altri importanti birrifici e aziende di beverages non solo belgi.

Il birrificio non opera più secondo il tradizionale metodo brassicolo di produzione del Lambic, ove tutti i processi sono spontanei, ma utilizza una procedura che permette di controllare meglio tutte le fasi del processo produttivo e standardizzare il prodotto finale: il cosiddetto DKZ method (DK-De Keersmaeker, Z-Zuun). Il metodo adottato non sfrutta le tradizionali vasche basse per il raffreddamento del mosto e la successiva fermentazione spontanea che avviene a seguito di una naturale contaminazione ad opera dei microorganismi localmente presenti. Infatti, il processo produttivo è basato su due fasi distinte ove il mosto viene prima inserito in taniche d’acciaio e raffreddato con degli scambiatori di calore per essere successivamente contaminato con insufflazioni di aria compressa non-sterile che permette l’introduzione dei microorganismi locali. Inoltre al mosto viene aggiunto del Lambic già maturo al fine di assicurare un’adeguata presenza di lieviti indigeni per la fermentazione.

La birra base matura in botti di rovere per circa un anno per ottenere un giovane Lambic. Per produrre la Belle-Vue Lambic-Gueuze viene successivamente miscelata con dei Lambic maturi per ricavarne una cuvée che verrà posta in bottiglia ove subisce una seconda fermentazione che permette di generare una sovrappressione interna grazie all’imprigionamento di particelle di anidride carbonica nel liquido. Per questo motivo la Belle-Vue Lambic-Gueuze viene anche chiamata “birra champagne”.

La degustazione. La birra appare opalescente, quasi torbida, con un colore dorato scuro, tendente all’ambrato. Schiuma bianca e densa, non persistente, ma rimane a lungo, come un sottile cappello, continuamente alimentata da una effervescenza finissima e molto persistente, creando nel bicchiere numerosi merletti.

Al naso è intensa, quasi penetrante, e complessa. I sentori sono giocati sulle note fragranti che ricordano i profumi dei cereali: il fieno, il pane integrale, il pane di segale, il malto, il muesli, il lievito in fermentazione; poi note fruttate di succo di mele, sidro, mela essiccata e scorze d’arancia candite; infine note speziate e sentori tostati di caramello, tabacco biondo e caffè d’orzo.

L’attacco gustativo ha un impatto importante che quasi ti disorienta. Il residuo zuccherino è ben percettibile e bilancia la nota luppolata amaricante, ma il palato è completamente ripulito da una sensazione agro-acida molto marcata.

Birra verticale intensa, complessa e persistente che lascia la bocca pulita con aromi ben distinti. Non è un prodotto comune alle nostre latitudini, potrei dire “difficile”, ma anche ”intrigante” e sicuramente “insolito”. La particolarità sta nel fatto che ti sorprende al primo sorso e poi ti stupisce anche a quelli successivi, riproponendosi con sensazioni sempre nuove.

Forse non siamo abituati a questo tipo di prodotti e forse non li apprezziamo pienamente, ma questa birra mi ha colpito per complessità e singolarità: è sicuramente un settore da conoscere ed approfondire!

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