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Associazione Italiana Sommelier

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Borgogna. Côte d’Or – il territorio, i vignaioli, i vini

La Borgogna rievoca nella mente degli appassionati del mondo del vino un concetto di cui tutti parlano, ma che pochi sono realmente in grado di spiegare: il terroir.

Molti altri sono i sinonimi che si associano al nome della regione borgognona, in particolare alla Côte-d’Or, la più nobile e rinomata delle sue aree produttive. Il più comune è in assoluto “qualità”; infatti i vini borgognoni riscuotono un apprezzamento che può essere definito ubiquitario. Da questo deriva l’importante successo commerciale di questi vini e, ovviamente, il conseguente ricarico sui prezzi che porta alcune bottiglie provenienti dai prestigiosi Grand Cru a spuntare cifre più consone a rare opere d’arte o a preziosi monili.

Sicuramente i sostantivi che più di frequente si associano alla Borgogna sono “pinot noir” e “chardonnay”; sono i nomi dei due vitigni più coltivati e sono talmente legati al nome dell’areale produttivo tanto da non renderne obbligatoria la menzione in etichetta: Bourgogne Rouge significa “pinot noir”, mentre Bourgogne Blanc vuol dire “chardonnay”.

Certo esistono anche belle realtà fuori dai rinomati Domaine e altri vitigni, spesso poco conosciuti; è proprio tra le piccole produzioni e le rarità che si orienta Possibilia Editore, pubblicando l’edizione italiana del libro di Francois Morel dal titolo “Borgogna. Côte d’Or – Il territorio, i vignaioli, i vini”.

Storia, descrizione del territorio, legislazione e attribuzione delle appellations; minuziosa descrizione dei vigneti della Côte de Nuits e della Côte de Beaune, brevi schede descrittive per ogni singolo Grand Cru e piccola monografia dedicata al Domaine de La Romanée-Conti. Interessantissimo il capitolo sulla toponomastica dei climat che ci spiega le radici etimologiche della nomenclatura dei singoli vigneti, spesso suggeriti dalle caratteristiche morfologiche, da quelle geologiche, dal nome dei proprietari storici o da altri tratti distintivi che rendono unico ogni vigneto.

Tutto qui? Cosa mai ci sarà ancora da scoprire sulla Borgogna?

Cosa dirà mai questo testo che la sconfinata produzione editoriale su questo soggetto non ha finora raccontato?
Invece proprio qui è il valore aggiunto di questo piccolo e prezioso tascabile, nel suo essere insolito, nel suo dire qualcosa che gli altri ancora non hanno detto o, peggio, hanno volutamente omesso. Tutti raccontano il mondo dorato dei grandi vini di pregio, degli storici domaine e dei clos risalenti al medioevo. Pochi però hanno parlato della Borgogna in chiaroscuro, con le sue luci, ma anche con le sue ombre. Nessuno, o quasi, si è azzardato a parlare di “produttivismo e terroir”; nessuno, o quasi, ha avuto l’ardire di riferire del progressivo depauperamento del territorio causato dallo sfruttamento intensivo di una coltivazione orientata al massimo ritorno economico. La terra è buona, i vini vengono bene perciò approfittiamone! Queste sembravano le parole chiave negli anni 70-80. Tutto mirato al massimo lucro. Secondo l’autore questo atteggiamento ha portato a non avere per oltre un trentennio “una grande annata”, di quelle capaci di superare decenni d’invecchiamento e che si ricordano ancora più a lungo.

L’insolito taglio che l’autore dà alla sua opera è ormai diventato il tratto distintivo di questa casa editrice: una sorta di “giornalismo d’inchiesta” che pone in evidenza le profonde lacune introdotte da chi è stato più interessato allo sfruttamento del successo immediato, concentrato sulla rapida monetizzazione, anziché pensare all’eredità di suoli snaturati che avrebbe lasciato ai figli.

È spontaneo allora andare su sentieri poco battuti, poco conosciuti e parlare di vitigni minori, quasi dimenticati, come l’aligoté che nella irrisoria produzione è comunque in grado di fornire vini di qualità; oppure presentare vigneron che hanno voluto cambiare rotta reintroducendo pratiche di lavorazione della vigna tradizionali, più rispettose della natura dei suoli e dell’ambiente e che grazie a questo approccio hanno restituito un’anima propria ai loro vini. Su questi piccoli domaine si concentra la descrizione nella ricerca della vera essenza del terroir; tra quei produttori illuminati capaci di dire: “Il terroir è la melodia che la corda permetterà di esprimere. Il vitigno non è altro che un mezzo per liberare tutta la forza che si trova nel minerale, nella luce del luogo”.

Un tascabile preziosissimo da leggere ovunque: vi farà passare qualche ora piacevolmente assorti.

Buona lettura!

Corsi

Corso di 3° livello a Sassari

Venerdì 6 ottobre 2017 prenderà il via il Corso di Qualificazione Professionale per Sommelier - 3° livello tenuto dalla Delegazione AIS di Sassari, rivolto a operatori del settore e aperto anche agli amatori.

Il Corso sarà dedicato all’approfondimento delle conoscenze sulla tecnica di degustazione del cibo e del vino nonché all’apprendimento della metodologia dell’abbinamento in riferimento ai vari tipi di alimenti.

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Corso di 3° livello a Cagliari

Mercoledì 11 Ottobre è in programma a Cagliari il corso di Terzo livello.

Il 3° Livello affronta la tecnica della degustazione del cibo e, soprattutto, dell’abbinamento cibo-vino, attraverso l’utilizzo di una scheda grafica e di prove pratiche di assaggio di cibi con vini di diverse tipologie. Al termine dell’intero percorso formativo è previsto un esame di abilitazione, superando il quale si consegue il titolo di Sommelier AIS.

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Corso di 2° livello a Cagliari

Lunedì 2 ottobre è in programma a Cagliari il corso di Secondo livello.

Il 2° Livello esplora il modo del vino e porta alla conoscenza della produzione italiana e straniera, con particolare attenzione al legame indissolubile con il territorio. Il 2° Livello perfeziona anche la tecnica della degustazione del vino, determinante per poterne apprezzare ogni sfumatura sensoriale e, in particolare, per esprimere un giudizio sulla sua qualità.

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Corso di 1° livello a Carbonia

Venerdì 6 Ottobre partirà a Carbonia il corso di primo livello, che approfondisce gli argomenti di viticoltura, enologia, tecnica della degustazione e del servizio, che rappresentano le basi della professionalità del Sommelier, a partire dalla corretta temperatura di servizio dei vini fino all’organizzazione e alla gestione della cantina.

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AIS e-ducational

Il nuovo strumento di apprendimento, di educazione e formazione per il Sommelier.

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Corsi per Sommelier

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