AIS Sardegna

Associazione Italiana Sommelier

Sardegna

 
Incontro con un neo Degustatore AIS

Quando Gianluca Rossetti, a caldo, mi ha proposto questa intervista, inizialmente ho tentennato, perché non amo sovraesposizioni e autoreferenzialità. Poi, leggendola nel complesso e con il conforto del parere favorevole di alcuni colleghi, ho pensato che potesse essere utile per raccontare un bel momento associativo vissuto dalla nostra Sezione Territoriale. (G.D.)

Giorgio Demuru, sorvolo sui complimenti. Ritienili fatti. Sei il Caporedattore di AIS Sardegna. Scrivi su questo sito, sulla rivista Vitae e non solo. Partecipi assiduamente a eventi e seminari. Collabori da anni alla sezione sarda della Guida dell’Associazione Italiana Sommelier. Sono curioso: perché hai sentito il bisogno di una nuova sfida?

Innanzitutto, quello che hai snocciolato è una specie di curriculum abbastanza “normale”, ordinario, orientato prevalentemente nell’ambito della comunicazione, il cui potenziamento è, peraltro, uno dei punti fermi del rinnovamento della nostra Associazione. Però, non bisogna dimenticare che il nucleo centrale della nostra attività è la conoscenza del vino, per la quale è indispensabile approfondire l’aspetto della degustazione. Comunicare sì, ma a ragion veduta. Credo che per avere un ruolo attivo nell’AIS sia imprescindibile curare la propria formazione in tal senso.

Senza dimenticare le difficoltà oggettive, noi isolani siamo sempre un po’ restii a spostarci, per cui l’opportunità del Seminario Degustatori in Sardegna era da non perdere, visto che in occasione della precedente (aprile 2013) fui impossibilitato a partecipare per un impegno concomitante.

Infine, non da ultimo e non per piaggeria, ha avuto il suo peso nella decisione anche una sorta di debito di riconoscenza nei confronti del nostro Presidente, Roberto Dessanti, per gli sforzi profusi nell’organizzare il Seminario e nel consentirci di affrontarlo nelle condizioni migliori (e mi riferisco ai ben cinque laboratori propedeutici allestiti durante i dodici mesi precedenti).

Quanto pensi ti sia servito ritornare sui ‘‘banchi di scuola’’? Sei fresco di esame, lo so, ma una prima impressione l’avrai avuta.

E’ servito soprattutto per riassaporare l’atmosfera di tensione pre-esame, da qualche tempo sparita dai radar. E poi la rinfrescata generale ad alcuni aspetti che, riletti dopo qualche anno di esperienza “sul campo”, hanno mostrato una veste più definita rispetto al passato.

La difficoltà maggiore, considerando la nuova formula del seminario? Va bene anche più di una risposta.

Sarebbe semplicistico dire: “Tutto”. Obiettivamente l’esame è duro e selettivo, come del resto deve essere quello che è una sorta di master post diploma di Sommelier. Scendendo nello specifico, credo di aver trovato le maggiori difficoltà nel poco tempo a disposizione per i questionari. Ma era la prima volta che veniva applicata la nuova formula (nove domande aperte invece che sei) e penso che i Responsabili dell’Area Formazione faranno le opportune considerazioni anche su questo aspetto.

Quale il prossimo passo? Sempre che la voglia di esami non ti sia passata.

La famosa citazione di Eduardo De Filippo è diventata un po’ un luogo comune. Però è innegabile che, in qualsiasi ambito si operi, si finisce per trovarsi – più o meno esplicitamente – sotto esame. Rifletterò sulle attività interne all’Associazione con le quali trovo maggiore affinità e, nel caso, deciderò il da farsi. Qualche idea ce l’ho, ma credo sia prematuro parlarne.

A chi consiglieresti questo percorso e che suggerimenti ti senti di dare a un aspirante Degustatore? Calma e sangue freddo a parte.

Lo consiglierei a tutti coloro che intendono svolgere un ruolo attivo all’interno dell’Associazione, con l’auspicio che siano la maggioranza. Suggerimenti: studiare, tanto, senza dare mai niente per scontato. Frequentare tutte le attività di aggiornamento e approfondimento (incontri, seminari, degustazioni) organizzate dalla propria Delegazione e non solo (ad esempio, Congresso Nazionale AIS). E poi dare la propria disponibilità ai referenti territoriali per fare esperienza nelle commissioni dei concorsi enologici, anche a livello locale. Una “palestra” che ritengo utilissima, perché consente di imparare molto dal confronto con tecnici (enologi, agronomi, etc.) e degustatori di altra provenienza, portatori di un punto di vista diverso dal nostro e in molti casi complementare.

Il ricordo che più nitidamente conserverai di questa esperienza?

Senza dubbio il clima cameratesco che si è creato tra i partecipanti al Seminario. Con i colleghi isolani c’è ormai una certa frequentazione, ma, nonostante il poco tempo a disposizione, è stato bello fraternizzare anche con alcuni appartenenti alla “pattuglia continentale”.

Un clima bellissimo, davvero, tanti abbracci e strette di mano per sostenersi reciprocamente. E un grosso apporto a livello di incoraggiamento e sostegno morale è arrivato dai colleghi non direttamente impegnati nel Seminario: Presidente, Delegati, Gruppo di Servizio. Tutti, con una parola, un gesto, un sorriso, ci sono stati vicino e ci hanno aiutato in quei momenti non facilissimi.

Per questo motivo è rimasta anche un po’ di amarezza per i colleghi che, nonostante l’impegno profuso nella fase preparatoria (e per molti lo posso testimoniare direttamente), sono incappati in una giornata-no che ha impedito di raggiungere l’obiettivo. Avranno sicuramente maggiore fortuna la prossima volta, perché lo meritano.

Per finire: pensi che il seminario 2.0, per quanto di recente adozione, richieda seppur piccoli interventi di cosmesi o lo promuovi senza riserve?

Mah, l’idea dei componenti dell’Area Formazione è quella di perfezionare sempre più il meccanismo per arrivare ad un sistema di valutazione improntato il più possibile all’oggettività. Ne accennavo prima, è un lavoro “in divenire”, per cui saranno possibili ulteriori innovazioni.

Ad esempio, una delle possibili modifiche ipotizzate è quella di separare in maniera più netta (anche cronologicamente) la fase del Seminario dall’esame vero e proprio, per dare tempo e modo di assimilare al meglio le informazioni acquisite durante la parte didattica. Certo, questo porterebbe ad una crescita dei costi, però, insomma, non si può avere tutto.

Personalmente sono d’accordo con questa prospettiva, perché il livello didattico del seminario è elevatissimo e, forse, la tensione pre-esame non consente di acquisire le conoscenze come si dovrebbe. Ma, ripeto, credo che chi di dovere saprà decidere per il meglio.

Corsi

Corso di 3° livello a Sassari

Venerdì 6 ottobre 2017 prenderà il via il Corso di Qualificazione Professionale per Sommelier - 3° livello tenuto dalla Delegazione AIS di Sassari, rivolto a operatori del settore e aperto anche agli amatori.

Il Corso sarà dedicato all’approfondimento delle conoscenze sulla tecnica di degustazione del cibo e del vino nonché all’apprendimento della metodologia dell’abbinamento in riferimento ai vari tipi di alimenti.

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Corso di 3° livello a Cagliari

Mercoledì 11 Ottobre è in programma a Cagliari il corso di Terzo livello.

Il 3° Livello affronta la tecnica della degustazione del cibo e, soprattutto, dell’abbinamento cibo-vino, attraverso l’utilizzo di una scheda grafica e di prove pratiche di assaggio di cibi con vini di diverse tipologie. Al termine dell’intero percorso formativo è previsto un esame di abilitazione, superando il quale si consegue il titolo di Sommelier AIS.

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Corso di 2° livello a Cagliari

Lunedì 2 ottobre è in programma a Cagliari il corso di Secondo livello.

Il 2° Livello esplora il modo del vino e porta alla conoscenza della produzione italiana e straniera, con particolare attenzione al legame indissolubile con il territorio. Il 2° Livello perfeziona anche la tecnica della degustazione del vino, determinante per poterne apprezzare ogni sfumatura sensoriale e, in particolare, per esprimere un giudizio sulla sua qualità.

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Corso di 1° livello a Carbonia

Venerdì 6 Ottobre partirà a Carbonia il corso di primo livello, che approfondisce gli argomenti di viticoltura, enologia, tecnica della degustazione e del servizio, che rappresentano le basi della professionalità del Sommelier, a partire dalla corretta temperatura di servizio dei vini fino all’organizzazione e alla gestione della cantina.

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AIS e-ducational

Il nuovo strumento di apprendimento, di educazione e formazione per il Sommelier.

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Corsi per Sommelier

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